
domenica 28 giugno 2026

Ci sono luoghi che non urlano la propria bellezza ma la sussurrano, e Gattinara è uno di questi. Comune di poco meno di 8.000 abitanti nella provincia di Vercelli, all'estremità sud della Valsesia, questa cittadina piemontese si presenta come un libro aperto su secoli di storia, architettura, cultura e tradizione enogastronomica. Chi la visita per la prima volta rischia di innamorarsene senza quasi accorgersene, tra un portichetto medievale, una chiesa affrescata e un calice di rosso granato.
Gattinara fu fondata nel 1242 come borgofranco, con una trama urbanistica rigorosamente pianificata dal Comune di Vercelli: dalle mappe si riconosce ancora oggi la ripartizione del territorio secondo una croce centrale — come negli accampamenti romani — su cui si innestano dodici isolati rettangolari. Camminare nel centro storico significa quindi percorrere una città che ha otto secoli ma che fu progettata con la precisione di un architetto rinascimentale.
Portici bassi, una bella piazza con una fontana a forma di calice di vino e scorci di antichi cortili che rimandano alla tradizione agricola del posto: Gattinara sa essere pittoresca senza essere stucchevole, autentica senza essere trascurata.
Nessuna visita a Gattinara è completa senza fare i conti con il suo personaggio più illustre. Mercurino Arborio nacque a Gattinara nel 1465 da una delle famiglie più ricche del borgo e, dopo molteplici e sempre più prestigiosi incarichi diplomatici alla corte sabauda e a quella di Massimiliano d'Asburgo, giunse a ricoprire la carica di Gran Cancelliere dell'imperatore Carlo V. Morì nel 1530 e la storiografia odierna, dopo anni di ingiusto oblio, lo ricorda come un personaggio di levatura culturale eccezionale, che ha profondamente influenzato gli sviluppi politici europei.
La sua presenza si avverte ancora in città. Palazzo Arborio, costruito intorno al 1450 e oggi sede dell'Associazione Culturale di Gattinara, conserva al suo interno preziosi affreschi ed è visitabile su prenotazione. Vale assolutamente la pena di segnalarlo in agenda.
Sul territorio cittadino si trovano ben otto chiese, costruite in diverse epoche storiche, ciascuna con la propria personalità e il proprio tesoro nascosto.
La chiesa parrocchiale di San Pietro diventa, a partire dal 1147, il simbolo della città e il luogo di sepoltura del cardinale Mercurino Arborio. Caratteristiche di spicco sono la facciata in mattoni rossi decorata da formelle in cotto istoriato con puttini e grappoli d'uva, e la poderosa cupola in ferro e laterizi. La cupola vanta di essere una tra le prime costruzioni italiane in laterizio armato.
La chiesa di Santa Marta, sorta verso le mura difensive, conserva un Santo Crocifisso molto venerato. Più avanti, verso la zona pianeggiante di Rado, si trova il Santuario di Santa Maria, fondato verso il X secolo e divenuto nel XVI secolo meta assidua di pellegrinaggi per la venerazione della scultura miracolosa della Vergine.
Se volete capire perché Gattinara venga chiamata il "Balcone dell'Alto Piemonte", salite fino alla Torre delle Castelle. Di origine medievale, la massiccia torre dell'XI secolo domina dall'alto della collina l'intera cittadina e regala una vista che spazia dai vigneti sulle colline fino alla pianura padana e alle Alpi in lontananza. Ci sono panchine per il picnic e una piccola chiesa: un luogo perfetto in cui fermarsi.
Più in alto, il Castello di San Lorenzo fu costruito nel 1187 dal Comune di Vercelli a guardia della valle. Abbandonato intorno al XVII secolo, restano oggi il grande portone d'ingresso e i resti del mastio centrale. Raggiungibile con una passeggiata in salita, è uno dei punti panoramici migliori della zona.
In Piazza Paolotti, imponente costruzione di fine Ottocento, Villa Paolotti è oggi sede dell'Enoteca Regionale di Gattinara e dell'Alto Piemonte e ospita anche l'Ecomuseo di Gattinara, che espone oggetti e attrezzi del vivere contadino del passato. Al suo interno sono stati ricreati tre momenti della vita contadina: l'infanzia, la cucina e la zona che conserva attrezzi e strumenti legati alla vita lavorativa. Una testimonianza semplice ma toccante, capace di raccontare un mondo che stava scomparendo.
Sarebbe impossibile parlare di Gattinara senza parlare del suo vino. Nella zona trova terreno fertile la coltivazione del Nebbiolo, che dà origine al Gattinara DOCG, tra i vini più apprezzati d'Italia. La sua particolarità è legata al Supervulcano che ha determinato una varietà di suoli unica, conferendo al vino caratteristiche inimitabili.
L'Enoteca Regionale di Gattinara e dell'Alto Piemonte, nella sua sede di Villa Paolotti, è il luogo ideale per degustare e acquistare le etichette delle nove denominazioni dell'Alto Piemonte — dal Gattinara al Ghemme, dal Boca al Bramaterra — accompagnati dalla competenza e dalla passione di chi questi vini li conosce davvero.
L'ambiente della collina si presenta variegato, punteggiato di belvederi panoramici e solcato di stradine con muretti a secco e rivoli d'acqua, in parte selvaggio e immerso nella fitta vegetazione, in parte ordinato e coltivato a vigneto. Percorsi di trekking e mountain bike si snodano tra le vigne fino ai ruderi medievali, mentre lungo il fiume Sesia la natura si fa rigogliosa e silenziosa.
Gattinara si trova inoltre all'interno della zona della Baraggia, dove si produce la prima e unica DOP di riso italiano: il Riso di Baraggia Biellese e Vercellese, un'eccellenza riconosciuta dai più grandi chef nazionali e internazionali. Un motivo in più per fermarsi a pranzo.
Perché è uno di quei luoghi dove il tempo scorre a una velocità diversa. Dove un borgo medievale, un grande personaggio della storia europea, otto chiese, ruderi di castelli e filari di Nebbiolo convivono in pochi chilometri quadrati, senza affollamenti e senza clamori. Il Piemonte che non ti aspetti, e che difficilmente dimentichi.
Scopri in anteprima eventi esclusivi e offerte imperdibili